Percepisco disagi, senza conati. Senza, assenza e sentenza. Rinchiusa in un labirinto, IN_seguo neuroTRANS_missioni, mi diLeguo, nn odo nessun suono. Labbra si muovono senza dire nulla, pensieri in play_back. In una lingua mOrta, traducimi please. Cercando oblio ribalto gli occhi. Rimane, il bianco. Mi arrampico, fino in cima, fino a non aver fiato. Aria rareffatta_5000 metri, senza fiato, brividi. Pupille gli occhi, sbarrati fissa_NO lancette che calcolano secolari secondi.
Gemiti sordi rim_BOMBA_no nelle grottesche condotte uditive del tuo ventricolo. Una visione rossa vermiglia, splatter emotion. Basta. Si conclude tutto in attimi di adrenalinici picchi.
Lascia stare bandiere e lagne se il primo a trattalle male è lo scemo che te le spigne
ce ne ho una pe voi: spacciatori e produttori de gnugna militari o mercenari per le guerre della vergogna sirene portarogna, poltrone magna magna con troppe persone sulla gogna mentre il vostro padrone guadagna, sangue che bagna sto stato d'assedio razza bastarda più de n cellerino allo stadio eroi pe quali bendiera me chiedo, non c'è e nn c'era.. la vostra se chiama banconota insanguinata e impura! pe uno de voi che more se sa: tutto tranne che il dolore, le lacrime so pe' le persone più care ste pupille so avare pe voi. da mo che n batte sto core, facce che nn gradisco e preferisco nn vedere nn è solo pazzia la mia è più de n'allergia, chi morte porta morte merita come sorte sua. deve essere così e così sia ma scusa: come te comportavi te a nassiria se era casa tua?
nn c'ho lacrime pe niente e pe nessuno nessuno che le asciuga io scavo la mia buca preparo la fuga, il mio paese prova a fotterimi da anni in gabbia quando me ce mandi? vendo rabbia pe pagamme i danni. i veri grammi a prima battitura prendo la misura pe la sepoltura e pensi che nn c'ho paura, vivo veloce perchè se dimani muori implori anche solo un'altro giorno di merda qua fori, le strade sotto i riflettori le borgate, le puttane sotto i protettori, le merde degli informatori la mia gente è qua fori da sempre sto suono si sente è la prova vivente ce n'ho una pe i magistrati, una pe i cani ammaestrati, una pe gli infami infiltrati, i miei neuroni logorati il mio destino in mano al fato. Emarginato perchè odio lo stato
(l'uomo campa perchè finchè compra conta)x2
Sai che non ho lacrime ma ho pagine d'insulti per divise color sangue ed eroi presunti io ho gli appunti di una vita intera, piscio sopra la bandiera e quando è servita per me nn c'era. è la tua schiera de soldati ammaestrati punta armi sulla schiena popoli già condannati, nella metropoli macchine blu c'hanno sempre un buon motivo per tirarmi giù e in + questa legge che protegge solo chi paga sempre noi forilegge perchè stamo pe strada, noyz narcos e gente de borgata la mia via è infestata e la ma gente è incazzata. generazione senza nome e senza soluzione con la penna in mano e con in testa la rivoluzione, odio a colazione e morte sottobanco e se scoppia la guerra io nn piango come franco
nn c'ho lacrime pe voi e ce mancherebbe che ne avessi visto come state messi i miei principi so diversi, nn siete tanti siete troppi so ragazzo dei palazzi e pe ste strade io ve odio tutti. troppi politici corrotti, militari e poliziotti , meccanismi di un sistema che a me lascia pochi sbocchi il vostro credo sono i soldi zero rispetto zero amore troppi morti sotto a st'occhi famo 2 conti io qua pe tirà avanti faccio i botti tutti i giorni ma nn rompo er cazzo all'atri, tu fai solo i tuoi interessi, preferisco andà a rubbà piuttosto che sta come state messi, pe voi nn piango voi meritate altro meritate tutto l'odio della gente che c'ho intorno e questo è quanto quello che meriti è quello che dai, una lacrima pe' te da me nn l'avrai mai
Sappiamo di non essere per nulla presenti..non solo qui...
Striscerei come un verme per tornare ad essere avvolta da una spessa coltre placentare, invece che rimanere qui, nuda e indifesa davanti a tutto questo, senza_(Emo)zioni viscide. Uno spettacolo a cui è impossibile appla_udire...mani legate. Ci sono solo cibi tossici in questi ombelicali cordoni che ho appiccicato addosso e prudono. Strumenti sibilano e indicano, numeri e disegni e..... l'interno, tremendamente illustrato su uno schermo, intestini gonfi e stomaci corrosi per lo più. Polveri impediscono normali deflussi d'aria, non ho polmoni che si gonfiano, non ho narici che si dilatano. Solo una visione della schiavitù, io, tu, noi, voi,essi ....messi_sotto e sotto_messi ad un tempo imperfetto e remoto passato. Coniugare il tempo verbale....tra_passato e pre_(AS)sente.
A nessuno crede più nessuno.
Sono senescenti e coperti da muffe fetide e in_(E)vasi_ve ormai i corpi raggrinziti dei neuroni, non rilasciano succhi, spremute di arancie fuori stagione...nint'altro che bucce. Coltivare campi di (D)istruzione. Tutto è uguale e immutato, cambia solo agli occhi dell'illuso.
Umiliarsi è il minimo, penne rosse sotto_lineano l'errore...perchè correggi me? Chi corregge te?
Mi abban_dOno piano al fruscio mono_tono di un grigio sOle che sorge al tramonto. Il sole del mio impero è pAllidO come un cencio, ha profonde occhiaie in cui sono in_filati raggi sPenti. Consuma sonni_feri sperando di (Ri)_sorGere nuovo, ma è sco(I)nvolto da tepori pre-morte. Morto un sOle se ne fà un altro. Voglio solo diventare d_iO e mi scOnvolgo in quest'in_termina_Bile attesa. SoS_(S)piro. Addento mele proibite circondata da Serpi, e sguiatamente rido con Eva gettando a terra i semi di questo frutto. Cacciami pure da qui se vuoi, l'inferno è grande... Paradisi terreni non ne vedo, chiamalo pure Eden, ma solo dis_astri atOmici e tampona_menti, nero bitume e oli tossi_Ci appiccicosI. Appiccichiamo gli angeli con chewingum al cielo come passa_tempo.
Corridoi pieni di porte socchiuse o chiuse da aprire....
sai benissimo che la cosa migliore sarebbe uscire da questo fottutissimo palazzo decadente.
“Esci da questo cazzo di palazzo”.
Invece qualche cosa di morboso si crea lento e in silenzio,
mi spinge a salire le scale ed affacciarsi in nuovi corridoi,
sempre più bui,
sempre più spogli,
intonaci sgretolati e ombre.
Mentre affondo sento un sacco di mani che cercano di aggrapparsi a me,
mi chiedono come proseguire, cosa fare e cosa non fare, come comportarsi, che frasi pronunciare.
Come un’enciclopedia di sensibilità ascolto e consiglio.
“Sai? Vorrei dirti quanta rabbia sento dentro.
Quanto trovo che tutto sia tremendamente ingiusto...troppo ingiusto.
Così ingiusto da essere insopportabile ed opprimente."
Che rimane?
Il mondo illimitato della mente, dove tutto è plasmabile in funzione di desideri più o meno reali. Puoi andare a ritroso e cambiare a piacimento le cose,
una,
dieci,
cento,
mille volte,
fino ad arrivare ad ottenere la situazione perfetta.
Salto qua e là con i pensieri, dialogo con me, te, i mobili, i soprammobili e i sordi, quelli che anche se urli, bè….. non ti possono udire.
Non riesco a frenare quest’implacabile cascata di parole, potrei andare avanti illimitatamente, forse l’unica mia grande passione è scrivere.
La mia gabbia racchiude un’anima pesante.
E’ una giungla di sinapsi intricata, provo a muovermi aggrappandomi a fibre afferenti ed efferenti quasi fossero liane, per poi cadere nella palude grigia ed essere avviluppata nelle sabbie mobili dei miei viziosi pensieri.
Reprimo.
Reprimo grandi ondate di rabbia e di odio.
Odio quell’equilibrio che tutti ostentano, quelle facce che sorridono al niente, ignari ed ignoranti per lo più di tutto ciò che li circonda.
Quando smetto di prendermela con me, me la prendo con la gente.
Vederti. Occhi spenti che tendono lo sgUardo verso di me facendosi strada tra ciocche aRanciatAgrunge e un cappuccio-velO demodè, effervescente aspiri_na.
bOlli_Cine.
Scendi dal cielO?
[Ohhhhh stUp(R)ore delle mie cornee]. Ti coprono vesti lacere e spOrche, ma dove sei stata?
Sei famosa, lo sai? Ti vendono. Vendono la tua immagine. Mi accarezzi creatura, come se nulla (f)Osse, con la tua mano gelida e ossuta e vedo le tue unghie laccate imPerfette rouge, mangiate e ti mordi le pellicine delle dita, come me!
Ti siedi vicina, sì, certO, ho da accendere.
cOn stupore, non sono stupita.
[lunghe bOccate di Ossi_nIcotina e silenzi. Mi fissi. Ti fisso.]
Ti và se lecchiamo un po’ di questi francObOlli coulor_mulTi e spediamo un po’ di cartO_line all’infernO?
Il tuO sorriso è fluO, saranno tutte queste stelle luminose che albeggiano in lontananza, Arti_ficI_Alidolcificano acide note.
[iO e te sull’asfalto, ascoltando BleW, arie sconvenientemente sconvolte].
Partiamo dall’inizio, ti offrirei un sorso di qualche cosa di forte, ma la mia gola ha già assorbito tutto il contenuto della bottiglia.
Ti guardo attraverso il vetro dell’etanolico flacOne socchiudendo un occhio.
Torni subito?
E dove vai?
Torni?
Mi lasci in pegno la tua Aure_Ola, splendida e cangiante, addobba ora la mia criniera con quei barlumi grEEnbOttle.
wOw, mi sento Ora, sono frastornata da riflessi e gli occhi percepiscono sOlo saturazini.
Ed eccoti tornata in fretta, uno zaino marrone di iuta colmo di bOttiglie.
AlcOl dal paradisO, mi propOni.
Mentre la tua contrO_figurA se ne stà su altari e alla destra o sinistra del GrandecApo, tu tracanni nel sottoscala litri di pOziOni esilaranti.
Mi racconti il tuO (dis)AgiO, ti annoi a stare appesa come effige su muri e in ciondolini.
Sempre meglio che stare in croce no? Ti sussurro e ridiamo sgUaiatamente, fino alle lacrime.
[Divertiamoci, ti prego.
Non pregare te ne prego, mi preghi].
Al avariare del tempo, le nostre occhiaie sono aurOre boreali.
Indossi delle calze bucate ora e una veste_sotto lucida, bucherellata dai pensieri, scarpe basse sfasciate da fango e pioggia, scusami, non avevo di meglio.
Ti piaci così?
Ho la pelledoca ogni volta che mi (S)fiori, inebria il tuo Odore di paPa_VerO, mentre me ne disegni uno sulla Pelle, indelebile, ronzante, Orfo-morfeico, sul mio rigido profilo toracico.
Appoggio la mia testa sulle tue ginocchia, voglio le ver(TI)gini dellO spirito etilico, ti fisso le Pup(s)pille interminabilmente, pOi abbasso le ciglia e sOspiro.
Sento le tue labbra morbide sulle mie.
Rosso fuoco le guance, limono con una sacra icOna sacra.
[A_men.]
Ci diamo la manO e saltiamO in questo vuOto più e più vOlte.
sOspirandO.
Non ti troverò al miO risVeglio e per questo non vorrei dormire mai più.
Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!