giovedì 31 dicembre 2009

Trentundicembreduemilanove


Pronti....via!
Eccolo...che inzia il conto alla rovescia,
inizia la corsa,
quel calcolo talmente umano da farci scrivere domani uno zero al posto di un nove.
Eccoli, ancora...i numeri.

-Domani potremo sentire con le nostro orecchie come tutto in fondo rimanga uguale, rimangono gli incidenti per i botti, i litri di spumante, le guerre, la fame, le bollette, i treni in ritardo, le date di scadenza e così avanti avanti avanti.-





Tutto....un allucinante sensazione.

Allucinante come sedere
a questo tavolo,
e intraprendere una conversazione con Spiderman e i mini pony.
Forse le 17 di oggi le passerò
così.









O forse mi sentirò talmente di plastica
da riuscire a smuovermi ed uscire,
con quest'espresione di nulla e tutto negli occhi.

Viso pallido e zero emozione.
Perchè mi dovrei emozionare oggi??

E' così emozionante cambiare il calendario?

E' così emozionante fare...10...9...8...7...6....?

E' così emozionante la stessa "solfa" ogni trentundicembre?



Bè...se il mondo fosse come vorrei, se io fossi l'imperatrice di questo mondo,
alla fine del conto alla rovescia farei sorgere un sole di cristallo, verde e viola,
farei piovere fiori di cigliegio giapponese.
Farei cantare gli aghi dei sempreverdi e suonare i fili d'erba...come viole.
starei dal mio alto giaciglio a vedere le facce stupite di tutti, che non possono che stare zitti
e guardare in silenzio questo fenomeno "paranormale".
Alcuni lo imputerebbero all'alcol o all'uso/abuso di sostanze psicotrope....
NO, la realtà è così varia, mutevole, incontrollabile, che bè...tutto potrebbe accadere.

Vaneggiare, l'unica cosa che posso fare adesso, che mi sento di fare,
è
VANEGGIARE.
In preda al cinismo e all'ironia pungente,
con sempre meno voglia di spiaccicare parole e suoni.
Mi limito al necessario che forse è già superfluo.

Io e Alice ci limitiamo ad augurarvi di procedere al meglio, di riuscire ad ascoltarvi, ad apprezzarvi, ad amarvi, a gioire in voi, come del resto, ve lo auguriamo e lo speriamo per voi e per noi, ogni giorno_NON SOLO OGGI.

Mi ripeto, so di averla già postata questa canzone.
In fondo non rimaniamo che noi e la nostra vita.

"Vita mia noi due faremo grandi cose,
vita mia,
vita mia noi due,
vita mia noi due faremo la rivoluzione.
Ma che cosa c'è....
c'è che non o più voglia di scherzare
voglio respirare ancora
quel vento fresco che mi fa
sentire via
o meglio ancora
sparire qui...."
(Il teatro degli orrori)


martedì 29 dicembre 2009

Eppuresecipensononmenefreganiente


Eccoli lì...i miei premi di consolazione.
Nicotina.
Caffeina.

Sono giornate così strane, piene di vuoti e tuttavia che sfiniscono.
La sera arrivo
con il cervello violentato.

Non sono ancora pronta.
Non sono pronta per fare qualsiasi cosa, non sono pronta per fare niente.

Il niente mi tiene compagnia,
il niente è qui sempre e non mi lascia sola.

"Non c'è niente".
Se piango è per niente.
Se sto così è per niente.
Guardare in faccia il qualche cosa,
il qualsisi cosa,
ora non è possibile,
perchè non vedo proprio niente.


Il timer prima o poi suonerà,
so che non sarò mai pronta.
Il suo trillo mi farà sussultare
mi spaventerà.
Ma saprò che è arrivato il momento.
Il momento di non so che cosa.







Ho trovato un modo per descrivermi.
Mi sento come la viola, in Venus in Furs (canzone dei Velvet Underground).
Così ipnotica, aristrocratica, stridente e se non la sai ascoltare noiosa e ripetitva.

_Un abbraccio a voi, che sarete a fare il conto alla rovescia per la fine di questo 2009_
_A me non me ne frega niente del 2009, del 2010_
_Non ora_
_Non adesso_

lunedì 28 dicembre 2009

Perderai la ragione....e giocherai.

Davanti ad un non pubblico.

Sono qui sul palco a mettere in scena la mia vita,
cambiano i miei abiti per le occasioni.
Perchè i miei abiti non si comprano,
sono nude emozioni che indosso.
Che non decido sempre di indossare,
a volte sono così degli abbinamenti sbagliati che non
posso che sentirmi a disagio.
A volte emergono da armadi puzzolenti di canfora,
a volte sono abiti vecchi e già troppo indossati,
tarlati e sbiaditi.
A volte sono luccicanti,
a volte sembrano essere perfetti,
perfetti a tal punto che non si può fare a meno che tenerseli addosso,
per giorni e giorni.
A volte sono stretti e opprimenti,
altre volte ampi e comodi,
ma tali da impedire di scorgemi al loro interno.

Ce ne sono di ogni dimensione e colore,
spesso li cambio in pochi minuti,
spesso si lacerano perchè sono fatti di deboli e delicate stoffe,
spesso sono impreziositi da accessori.

Sono le emozioni, sono loro, sono loro sempre loro, sotto i riflettori e pronte lì, ad attendere che il giudice, la mia ragione, le assolva o le condanni.
Si appellano alla ragione, implorando pietà, dopo una condanna.
Loro le "regole" le conoscono, ma non le sanno rispettare.

Le battaglie continuano, seguendo ciclici ritmi circadiani,
non smettono mai, neppure nel mondo onirico.
Mi gettano lì sfinito sul palco,
a strisciare di vergona dietro il sipario,
quando mi lasciano nuda e vulnerabile.

Ogni scelta implica sempre una rinuncia.
Ogni scelta ti costringe ad avanzare.
A crescere.
A continuare lo spettacolo, che prenderà direzioni diverse.
Si deve sempre scegliere?
Si può scegliere?

La ragione sceglie,
le emozioni no,
non si scelgono,
non si domano, MAI.
Si ha quella effimera onnipotente illusione di controllo,
ma mentre lo si pensa,
mentre si assapora il proprio successo così zuccherino,
sono dentro a ribollire,
a complottare,
a studiare un piano per rivoltarsi.

Nessuna barricata riuscirà mai a frenare la loro irruente voglia di liberarsi e di non vivere oppresse.
Useranno ogni mezzo a loro disposizione,
ma si evidenzieranno, eccome.
A quel punto,
non si può più ignorare nulla.
Tutto sarà tagliuzzato e analizzato,
quasi maniacalmente.





"Soon after dark Emily cries, ah ooh
Gazing through trees in sorrow
hardly a sound till tomorrow "

domenica 27 dicembre 2009

shutsuryoku


Mi sono persa.
In quartieri sconosciuti.






Mi sono persa,
nel traffico dell'anima.












Mi sono persa,
e dietro ogni angolo,
vedo solo
spettri.












Non parlo più alfabeti a tutti comprensibili.




giovedì 24 dicembre 2009

Natale Con i Tuoi.........

A voi, una riflessione.
Oggi è una giornata fredda e umida.
Il cielo lascia cadere un sacco di lacrime, che sciolgono il bianco manto degli scorsi giorni, ormai sporcato e non più puro.

Oggi è la vigilia. La vigilia di Natale.
Domani molti di noi saranno attorno ad un tavolo, chi con gioia, chi con angoscia...per vedere tutto quel cibo davanti agli occhi, chi sarà a casa solo/a perchè proprio...non se la sente.
Dovunque siate, dovunque sarete, vorrei proporvi questo post.

"Natale con i tuoi...."
iO e Alice, non abbiamo mai nascosta il disprezzo per questa festa.
Questa festa si è intrisa di ipocrisia, si è vestita di luci, di carte da regalo, di lustrini, di paiettes, di presepi, di alberi di plastica.
Và bene....questo fà parte della società consumistica in cui viviamo, no?

Tuttavia.....non accetto.

Nelle strade
e sui marciapiedi delle vostre e della mia città
ci sono loro,
con il viso modellato dalle intemperie,
dalla sofferenza,
che puzzano, sì, bisogna avere il coraggio di dirlo.
Chi di noi non ha mai torto il naso nel passargli vicino?
Chi non ha ignorato volontariamente la loro presenza sapendo benissimo che erano lì seduti.
A fissarci con gli occhi colmi di speranza.
La speranza di sentire tintinnare una monetina nelle nostre tasche e mani, il suono che per loro significa CIBO.
Il suono che a volte significa ALCOL, certo, DROGA, o chissà che altro.
Perchè il disagio ti porta anche là...nell'oblio di dipendenze terribili e distruttive.
La speranza anche solo di un sorriso e di uno sguardo umano e non di pietà.

Ci fanno paura,
la paura della miseria, della disperazione.
La paura che magari, questa vita così imprevedibile e a volte crudele, ci trascini prima o poi anche noi lì, su un marciapiede,
soli,
sporchi,
ad umiliarsi.
A riempire di nulla i carrelli, gli zaini, con l'unico amico che ti rimane, un cane...quando te lo puoi permettere.
Carrelli pieni, pieni di una vita...che ormai non si possono più permettere.

Pieni di storie, da raccontare.
Molti sono finiti lì...sulla strada, dopo aver avuto una vita diremo "normale", con un lavoro, una casa, magari una famiglia.....poi...l'equilibrio si è rotto e piano piano tutto viene perso, sfugge dalle mani ed eccoli lì.

Quante volte....
qualcuno gli ha detto di trovarsi un lavoro,
ma mai nessuno che glielo offra.
Qualcuno gli ha detto che puzzano di piscia,
ma non gli ha mai offerto di farsi un bagno.
Quante volte....
si parla, si critica e si rimane immobili a guardare.
Ho visto deriderli,
ho visto chi ci fà un giro largo,
chi finge che non ci siano proprio.
Anziani, donne, uomini e anche
ebbene sì...bambini.

Cercare un rifugio caldo per la notte,
ora poi che il termometro scende sotto lo zero,
e il rischio di addormentarsi e non svegliarsi più....è alto.
Troppo alto.
Tuttavia non c'è posto, cerchi rifugio in un sottopassaggio, sperando che nessuno ti prenda a calci,
che nessun'altro dei poveri come te, cerchi di sottrarti le poche ricchezze che conservi.
La richezza di un ricordo di una madre o un padre ad un dito, di un figlio che magari non c'è più.

Talvolta comprendiamo le cose solo con i numeri.
Ecco i numeri.....che aumentano e diminuiscono ogni giorno...sulla strada è più facile morire che vivere.
IN ITALIA, le persone così...sono circa 17mila.
Un numero enorme.
Negli USA:
  • 41% uomini singoli
  • 40% famiglie
  • 14% donne singole
  • 5% giovani
Soffermatevi solo un secondo...il 40% delle famiglie..........FAMIGLIE.
  • 49% afro-americani
  • 35% bianchi
  • 13% latino-americani
  • 2% nativi americani
  • 1% asiatici o discendenti
Sono numeri, numeri, numeri, ma in realtà...ogni numero è una persona. Io mi adiro a pensare che "puoi adottare un senzatetto per il pranzo di Natale"....perchè capisco se uno si rifiuta, non è un pacchetto da introdurre in casa per sentirsi caritatevoli QUEL GIORNO, scaricarsi la coscienza che non si ha, poi torcere in naso ogni volta al solo pensiero si sedercisi vicini in autobus.

"Vaffanculo, sì io a pranzo con voi non ci vorrei stare.....vi ricordate di noi solo oggi, domani.....già il ventiseidicembre, siamo un peso per la società."

Per fortuna ci sono anche persone che nel loro tempo libero, aiutano, danno cibo, coperte, scambiano anche solo due chiacchiere con loro....perchè sì...sono esseri umani che hanno la necessità di confrontarsi con il mondo, necessità di calore umano e non di essere compatiti.
Di sentire che esistono, sono vivi.
Hanno pareri, forse non più sogni, ma punti di vista davvero diversi, perchè...hanno vissuto e vivono, lottando ogni giorno.
QUESTA è LA REALE CARITà PREDICATA.
La beneficienza natalizia non vale.
Questa gente vive e respira 365 giorni all'anno...non....solo quando le città si imbiancano e si illuminano.

Il Natale mi fà rabbia............................perchè l'ipocrisia si traveste di rosso.

Io parlo, potrei fare di più nel mio piccolo, sempre, non solo a Natale.

Meditiamo.
Meditiamo.

Pensare a queste persone, non mi fà sentire "fortunata", non mi fà neppure sentire in colpa, perchè io ho e mi lamento e loro non hanno e magari sn anche capaci di regalarti un sorriso.
Mi fà solo pensare.....a dove siamo finiti, a dove andremo.....

Non sono contro il Natale, ognuno è libero di festeggiare le tradizioni, di professare il proprio credo, la propria religione.
Sono solo controle bugie...............
"SONO LE MENZOGNE CHE RODONO L'ANIMA" (iL Teatro..)


_NATALE CON I TUOI_

Buon Natale a tutti_un Natale ricco di consapevolezza, perchè solo le anime sensibili, qui ne ho trovate molte, molte, molte, possono davvero......rendere speciale ogni giorno. Non solo il venticinquedicembre.

VI ABBRACCIO.







mercoledì 23 dicembre 2009

IO_Lady del '700


Sono impolverata, piena di ragnatele.
Sono in un antica libreria, sopra uno scaffale.
Sono ammuffita.
Sono nelle segrete di un maniero, a tremare dal freddo.
Sono intimorita dai draghi.
Sono strega.
Sono scomunicata.
Sono in sobborghi malfamati.
Sono in sontuosi palazzi a tamponarmi il corpo con del borotalco profumato.
Sono nelle barricate, a lottare.
Sono a tessere intrighi.
Sono a cospirare.
Sono a scegliere veleni.
Sono a scegliere antidoti.
Sono a ballare sotto la luna piena, in un bosco.
Sono attorno ad un fuoco.
Sono una bambola di porcellana.
Sono caduta.

Sono impazzita.
Sono folle.
Sono nel '700.

Adoro ballare con te,
pazzia...
pazzia mia.....
danzare in quei sontuosi salotti,
dove le maschere indossano maschere.

_ DONZELLE TEMERARIE E POTENTI, VI ABBRACCIO FORTE_







Immaginatemi a suonare_la viola_per voi.
Ci sono cose che sembrano non significare nulla, ma hanno un senso.

martedì 22 dicembre 2009

VeTri

Quando chiudo gli occhi,
vedo prendere forma le parole.
I discorsi.
Parole, parole, parole.
Non ci sono azioni, non ci sono movimenti,
ci sono parole.
Parole, parole, parole.

Che cosa posso ancora dire, dirti?
Non ho soffio per emettere suoni.
Rimarrò in silenzio, perchè ormai sono esausta.
L'angoscia si fà sentire ad intermittenza,
senza preavviso,
perchè non ne tengo
io le briglia di questo cavallo imbizzarrito.
Selvaggio quando giunge, è irruento e devastante.
Poi rimane solo il tempo di leccarsi le ferite,
rimanere a sperare che non ritorni,
con la paura che però giunga.
Ogni suo arrivo lascia impronte, ematomi,
invisibili agli occhi,
devastanti per le interiora,
che calpestate
ormai implorano
pietà, senza essere ascoltate.



Il mio cuore è stato esiliato
in un posto lontano
e mi ha lasciato
inespressiva
a fissare una vita
al dì là della finestra,
che non mi appartiene.
Sei stato processato CUORE
cane rognoso,
colpevole,
allontanti....
con la tua bava rabbiosa
VATTENE
TORNA DA DOVE SEI VENUTO.





Cosa ti ha reso così?
Così vile cuore?
Così traditore?
Cosa? COsa? Cosa?
Cosa ...dio mio...cosa????

E me ne starò
avvolta in bianco.
Qui.
Un bianco che è stato inzozzato da questa realtà.

Un bianco diverso da quello della notte
dove la realtà sembra sfuggire
e lascia intonso e puro il bianco.
Nel silenzio.






Mi sento gelida
gelida, gelida, intoccabile,
gelida.

_Mi calpesto_
_Faccio colazione con una tazza
_piena di vetro.