In realtà arriverete alla fine e forse vi chiederete perchè???
Perchè ho sprecato così dieci minuti o più della mia vita?
Perchè infondo la natura dell'umano essere è chiedersi continuamente perchè da quando impara l'arte della parola...
Ebbene questo per dirvi che se volete lasciare perdere, forse siete ancora in tempo, non per scoraggiarvi, ma per ammonirvi...non aspettatevi nulla da me.
Io lo osservo sempre minuziosamente da quando mi trovo a vivere in casa sua.
Si sveglia.... capisco che si è ridestato perché la porta della sua stanza si apre, ebbene, mai è accaduto che dormisse con l’uscio aperto, credo che non ne sia proprio in grado.
Sposta la sedia che mette vicino al letto, sì, ha paura di non sapere dove appoggiare eventualmente gli arti superiori durante l'abbraccio di Morfeo, se non ha la sedia, il timore che le braccia lo trascinino verso il pavimento nel muoversi incontrollate, lo turba tanto da non fargli chiudere occhio.
Missione successiva? Alzare le tapparelle.
Dite cosa di poco conto? No, fidatevi, per lui non è proprio così.
Inizia con quella della stanza, poi solleva tutte le altre…che c’è di strano?
Che ogni tapparella deve essere all'altezza millimetrica delle altre e questo pùò comportare non poco tempo e non poca agitazione.
Entra e esce quasi in preda alla taranta dalle stanze per controllare, con il suo sguardo ormai avvezzo al millimetro, se tutte sono ben sistemate…voi potrete anche non crederci, ma non è stata cosa rara che abbia avvisato al lavoro di fare tardi perché non si riusciva a dare pace nel non averle abbastanza allineate...metro alla mano, nei momenti più delicati.

Dopo aver assecondato tale istinto irrefrenabile esso si siede soddisfatto a tavola, davanti alla sua tazza di latte e caffè, né troppo calda, né troppo fredda, sui 25°C credo.
Vi intinge i biscotti
1... 2... 3... 4... 5... 6... 7... 8…..
comunque sia, sempre in numero pari…sia mai che nel pacchettino i rimanenti possano sentire la solitudine del compagno!
A me sarebbe tanto piaciuto essere ipnotizzato da uno di quegli orologi a pendolo, ma lui è affetto da pendofobia, solo l’orologio a muro scandisce le ore.
L’ora di recarsi nella stanza da bagno era giunta: lì tronfio e fiero osserva come ha ben piegato gli asciugamani....
tutti rigorosamente....
rivolti dallo stesso lato.
Tutto ciò non prima di aver acceso la radio, regolando minuziosamente il volume in maniera che esso non corrisponda mai ad un numero pari.
Quando è in casa indossa i classici pantaloni a rombi del suo affezionato pigiama, suole come abitudine tenere sempre l’indice e il medio della mano sinistra all’interno dell’elastico, a piccoli intervalli, muove ritmicamente le dita….mhà…a volte proprio non lo capisco!
In casa nulla è simmetrico, ebbene sì, soffre di simmetrofobia, quindi tutto, e per tutto intendo tutto, è disposto in maniera tale da essere sfasato, anche i mobili sono stati costruiti su misura per non avere scaffalature sullo stesso piano.
Neppure in frigorifero i barattolini, chiaramente disposti con l'etichetta ben in vista e divisi sui ripiani per ordine di scadenza, sono simmetrici.
Dopo una serie di rituali che non mi dilungherò oltre a narrarvi, prende l’occorrente per recarsi al lavoro, ovviamente non prima di aver controllato svariate volte che:
il gas sia chiuso;
gli interruttori della luce siano tutti posizionati nello stesso verso, possibilmente con il bottone in alto;
di avere con sé le chiavi e qualsiasi oggetto ritenuto indispensabile.
Spesso rientra in casa più e più volte prima di essere “tranquillo”.
Quando mi capita di uscire con lui, perchè talvolta sento la necessità di respirare l’aria mattutina, vedo che salta sempre l’ultimo dei tre gradine dell’ingresso, climacofobico…già!
Un passo avanti... se pensate che un tempo li saltava tutti e tre…
Nel caso in cui le scale da affrontare siano troppe, cerca di saltare più gradini possibili o per distrarsi, li conta.
Non so bene come trascorra poi tutta la giornata…..ma posso immaginare tutto ciò che evita dal momento che è dromofobico, quindi di sicuro si muoverà a piedi, evita di passare davanti ad ogni edificio sacro per sfuggire alla sua ecclesiofobia, (a causa di traumi infantili dovuti agli anni della materna in compagnia delle suore, così ho sentito), nonché di passare su qualsiasi ponte...già pure gefirofobico.
Tutto questo lo posso però solo immaginare, conoscendolo e avendo spesso ascoltato i suoi discorsi, ma nel dettaglio…bè…non posso raccontarvi molto se non ciò che io stesso osservo.
Quando torna poi a casa nel tardo pomeriggio, spesso ha innumerevoli scartoffie, su cui, magari, deve anche solo mettere una firma, ma la sua scriptofobia, gli impedisce di farlo in pubblico.
Quando apparecchia il tavolo per la cena dispone sempre il coltello in maniera che la lama sia rivolta verso il piatto, mangia sempre i legumi in numero dispari, i tuberi in numero pari, lascia sempre un dito di acqua nel bicchiere, pesa la pasta in maniera che sulla bilancia digitale non compaia mai come ultimo numero il 9…e anche qui, potrei dilungarmi alquanto e in maniera morbosamente noiosa, forse più delle morbose fobie e manie del mio caro coinquilino.
Era una domenica 14 alle 14:00 quando suonò il campanello, già un motivo di presagio nefasto per un triscaidecafobico, lui và ad aprire e io lo seguo incuriosito dalla possibilità di avere un ospite cosa assai rara come potrete intuire…
Ebbene, la scena che si svolse è tra le più surreali a cui abbia mai assistito in vita.
Apre e…
prima sbiancò,
poi sudò freddo,
gridò impaurito con gli occhi fuori dalle orbite, come se la morte in persona fosse lì fuori, chiuse repentinamente la porta e come un ossesso corse per tutto il salotto imprecando e agitando le braccia....
Venustrofobo. Era la bellissima nuova vicina della porta accanto.
Xantofobo. Era di giallo vestita.
Enofobo. Aveva una bottiglia di vino come dono.
Ah...se in quel momento fossi riuscito a parlare....
-CoglioOOOOne....- gli avrei gridato.
Non lo feci…in realtà ora se ci penso mi scappa pure da ridere sotto i baffi.
Fa da se che lei pensi che sia un pazzo squilibrato ed eviti da sempre di incrociarlo, mentre con me, bè...spesso mi invita pure a pranzo!
Questa sera lo vedo davvero turbato, per calmarsi beve piccoli e frequenti sorsi di gin, seduto sul divano.
Ogni tanto mi fissa e un po', devo dirvi la verità, mi inquieta.
Ormai è ubriaco e come al solito, quando è ubriaco, parla in tedesco…..
quindi tra la sua pronuncia stentata e il classico strascico delle parole da sbronzo, lo comprendo poco....
In più devo schivare tutti quei piccoli schizzi di saliva che mi si posano addosso, che schifo, davvero.
Mi pare che la sua preoccupazione sia la seguente:
Quando morirà quale sarà il destino del suo corpo?
Ha paura della polvere quindi non potrà farsi cremare...troppo amatofobico...né essere sepolto....tutti quegli insetti....entomofobia che fa venire la pelle d'oca...ah pelle d'oca...alectofobia.
Continua così fino a notte innoltrata, poi.... non ne posso più e voglio che la finisca con questo ciarlare in lingua teutonica e allora intervengo.
Mi stiracchio, salgo sulle sue ginocchia, mi ci strofino addosso e miagolo.
Lui mi accarezza e inizio a fare le fusa, sembra che questo metta in fuga tutte le sue paure.
Insomma, io non so perchè vi ho raccontando tutto questo, davvero, vi avrò fatto annoiare e sbadigliare.....io volevo solo dirvi che tuttavia essere un gatto...non è così male visto come... vi siete ridotti voi umani.
_____iO e Alice e il condominio vi salutiamo....una vocina oggi ci ha detto di ricordarci che "il condominio può tutto....ehm...speriamo...e se fosse così...iniziate a tremare____