lunedì 6 dicembre 2010

pOi......tOrnerò


Per un po'
non ci sarò.





Tornerò.

mercoledì 1 dicembre 2010

«The Media Made Them Superstars»


"Eeny, meeny, miny,moe
Catch a tiger by the toe
If he hollers let him go
Eeny, meeny, miny, moe"







NON PARLARE SE QUELLO CHE DEVI DIRE NON è MEGLIO DEL SILENZIO.










SiamO tremendamente assenti.
Scusate.
Il condominio crolla a pezzi.

martedì 9 novembre 2010

HOVISTOLAMADONNA

VisI_Oni.


Vederti.
Occhi spenti che tendono lo sgUardo verso di me facendosi strada tra ciocche
aRanciatAgrunge e un cappuccio-velO demodè, effervescente aspiri_na.

bOlli_Cine.

Scendi dal cielO?

[Ohhhhh stUp(R)ore delle mie cornee].
Ti coprono vesti lacere e spOrche, ma dove sei stata?

Sei famosa, lo sai?
Ti vendono.
Vendono la tua immagine.
Mi accarezzi creatura, come se nulla (f)Osse, con la tua mano gelida e ossuta e vedo le tue unghie laccate imPerfette rouge, mangiate e ti mordi le pellicine delle dita, come me!

Ti siedi vicina, sì, certO, ho da accendere.

cOn stupore, non sono stupita.

[lunghe bOccate di Ossi_nIcotina e silenzi. Mi fissi. Ti fisso.]

Ti và se lecchiamo un po’ di questi francObOlli coulor_mulTi e spediamo un po’ di cartO_line all’infernO?

Il tuO sorriso è fluO, saranno tutte queste stelle luminose che albeggiano in lontananza, Arti_ficI_Ali dolcificano acide note.

[iO e te sull’asfalto, ascoltando BleW, arie sconvenientemente sconvolte].

Partiamo dall’inizio, ti offrirei un sorso di qualche cosa di forte, ma la mia gola ha già assorbito tutto il contenuto della bottiglia.

Ti guardo attraverso il vetro dell’etanolico flacOne socchiudendo un occhio.

Torni subito?

E dove vai?

Torni?

Mi lasci in pegno la tua Aure_Ola, splendida e cangiante, addobba ora la mia criniera con quei barlumi grEEnbOttle.

wOw, mi sento Ora, sono frastornata da riflessi e gli occhi percepiscono sOlo saturazini.

Ed eccoti tornata in fretta, uno zaino marrone di iuta colmo di bOttiglie.

AlcOl dal paradisO, mi propOni.

Mentre la tua contrO_figurA se ne stà su altari e alla destra o sinistra del GrandecApo, tu tracanni nel sottoscala litri di pOziOni esilaranti.

Mi racconti il tuO (dis)AgiO, ti annoi a stare appesa come effige su muri e in ciondolini.

Sempre meglio che stare in croce no? Ti sussurro e ridiamo sgUaiatamente, fino alle lacrime.

[Divertiamoci, ti prego.

Non pregare te ne prego, mi preghi].

Al avariare del tempo, le nostre occhiaie sono aurOre boreali.

Indossi delle calze bucate ora e una veste_sotto lucida, bucherellata dai pensieri, scarpe basse sfasciate da fango e pioggia, scusami, non avevo di meglio.

Ti piaci così?

Ho la pelledoca ogni volta che mi (S)fiori, inebria il tuo Odore di paPa_VerO, mentre me ne disegni uno sulla Pelle, indelebile, ronzante, Orfo-morfeico, sul mio rigido profilo toracico.

Appoggio la mia testa sulle tue ginocchia, voglio le ver(TI)gini dellO spirito etilico, ti fisso le Pup(s)pille interminabilmente, pOi abbasso le ciglia e sOspiro.

Sento le tue labbra morbide sulle mie.

Rosso fuoco le guance, limono con una sacra icOna sacra.

[A_men.]

Ci diamo la manO e saltiamO in questo vuOto più e più vOlte.

sOspirandO.

Non ti troverò al miO risVeglio e per questo non vorrei dormire mai più.

E’ scaduto il nostrO tempO.

Fanculo al Sole, alla Luce.

[Gemiti].

Lenta Dose_Over tra le tue braccia.

Oh Ma_Donna.



mercoledì 3 novembre 2010

I_DEI_(EC)CI_DIO




Non c'è contraccettivo che funzioni per impedire che la mente si fecondi di pensieri o idee malSani.




Metodi naturali:

ASTINENZA....chiaramente impraticabile per una mente avvezza al PENSIERO e nel pieno della sua delirante produzione di idee.

COITO INTERROTTO.....uhm bè....ci si prova anche a volte, ma non sempre funziona interrompere un pensiero...frammenti di idee sono comunque stati lanciati a boomerang....e a volte ne basta solo uno....

AMENORREA.....semplicemente non è uno stadio in cui si rispecchiano i neuroni della nostra mente, sono sempre pronti ad essere fecondati.


Metodi farmacologici/ormonali:

PILLOLA ANTICONCEZIONALE.....effettivamente ne esistono molte di pillole in grado di "ostacolare" questa molesta fecondità, tuttavia a lungo termine provocano un' aumento esponenziale della fertilità, portando la mente a parti plurigemellari, idee De_Formi e Pato_(IL)logiche.

CEROTTO CONTRACETTIVO...... abbiamo pelle irritabile, nn possiamo usare cerotti, inoltre si arriverebbe al risultato che avete appena letto sopra....

PILLOLA DEL GIORNO DOPO.....a mali estremi, estremi rimedi, si dice nu? No, non è possibile, è inevitabile la reazione acrosomale...e tutto è un susseguirsi di passaggi....fe(S)econda_azione, Seg_Ment(E)_Azione, Gas_TruL_Azione, MorfO_Genesi (ed è questa la fase pericolosa nello sviluppo della struttura stessa dell'idea), OrganO_Genesi....e già...è troppo tardi.
Non c'è pillola che argini, se poi ci mettiamo a discorrere sul fatto che sia morale o meno aBortire un'idea, potremo aprire un vaso di Pandora senza fondo.

ULIPRISAL ACETATO.....altra pillolina d'emergenza...ma suvvia...è impiegabile nelle 120 ore sucessive alla fecondazione o sospetta fecondazione...un'idea nel momento in cui si genera ha un effetto domino iNaRRestabile.

Metodi meccanici o a barriera:

PROFILATTICO.... ebbene questo potrebbe sembrare il metodo ideale, addirittura protegge dalle malattie che potrebbero provocare delle idee malsane associate o un'idea decente associata ad una malsana. Tuttavia assai complesso foderare ogni minima porzione della mente, inconoscia e conscia, poi mettitoglimeettitogli, và a finire che nella fretta qualche rottura avvenga. Escluso, anche se uno dei migliori candidati.

DIAFRAMMA....sarebbe utile certo, se solo esistesse il liquido ideeicida (sostanza che distrugge ed inibisce le idee) con cui riempirlo. Altro svantaggio è che si annullerebbero tutte le idee e non selettivamente le malsane.....

Possiamo escludere per gli stessi motivi anche le SPUGNE CONTRACETTIVE e il CAPPUCCIO CERVICALE.

SPIRALE... al di là di tutte le "rogne" che può provocare...gasa il fatto che oltre al essere un contraccettivo è anche un intercettivo O__O°, ossia impedisce che quell'embrione di idea atticchisca e si sviluppi.... pure qui però non c'è selezione tra idee e idee...

Metodi chirurgici

escludiamoli a priori và....



Anche questo pOst è la fusione di idee malate.

Music play Please








TorneremO con pOst meno IDEICIDI.

sabato 30 ottobre 2010

Viviamo in un'epoca dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità.


"Dalle ombre irreali della notte torna a noi la vita reale che conosciamo.
Dobbiamo riprenderla da dove l'avevamo lasciata, e in noi si insinua il senso terribile di un'energia che deve continuare nello stesso monotono circolo di abitudini stereotipate; o magari il desiderio violento che una mattina i nostri occhi possano aprirsi su un mondo che nell'oscurità è stato rimodellato per il nostro piacere, in cui le cose si diano nuove forme e colori, siano diverse o abbiano altri segreti, un mondo in cui il passato abbia poca o nessuna importanza, o comunque sopravviva in forme ignare di obblighi o rimpianti, avendo il ricordo della gioia la sua amarezza, e quello del piacere la sua pena."
Oscar Wilde




Mentre ingurgitiamo così, senza troppo pensiero, qualsiasi liquido e solido, mi hai detto che "Definire è limitare".o.W.
Me lo hai sussurrato sottovoce, quasi un sibilo irriconoscibile di lettere mute.
Per qualche secondo ho creduto di essermelo immaginato, ma no, no...lo hai detto e iO non ribatto.
Non discorro oltre su questo perchè tutto quello che si può aggiungere è solo una specie di spiegazione stile barocco, il senso lo stesso e solo fronzoli, merletti e pizzi.

Ore.
Ore.
Ore.

"Per recuperare la giovinezza basta ripetere le proprie pazzie."



martedì 19 ottobre 2010

Abra_CAD_abrA




"Era la nostra routine quotidiana: salvare le apparenze in un sottofondo di stridente antagonismo." I.W.

Odio essere una bambolina.

Mi spazzoli i capelli please?

Non farmi indossare quell’abito, te ne prego.

Ho bisogno d’aria più che di altro.

Il molto e il troppo e l’immobilità.

Carica, gira la manovella, iO danzerò per te, i piedi sono inchiodati a questo carrilon e mi specchio continuamente ad ogni giravolata…in divenire.

Accarezzami le punte delle dita,

giungo qui da anni e anni di disastri ecologici,

il petrolio ha sporcato il rosa del mio tu_tù.

Mi fa male tu_tto e non mi tocca niente.

Sapore.

Che sapore ha un essere umano medio?

Indescrivibile è l’attimo.

Non odono le mie retine, parlami con le mani, per favore.

Oppure ti prego…ti scongiuro, mi metto in ginocchio e te lo chiedo in lacrime…ignorami.

Ignorami completamente, perché ci sono cascate che sfidano le forze fisiche e l’acqua defluisce alla fonte, non si lancia nel mare.

Immissari ed estuari….

Quanti termini per poterti fare impazzire….

Consapevole dell’incosistente inconsapevolezza.

Ho una dipendenza malata.

Mi metto sul tavolo e con una tessera spezzetto in polvere le lettere ABCDEFGHKLS)éXJSOXPX fini fini….allineo una riga lunga chilometri e aspiro.

Le sento salire a velocità indiscrivibili, scorrere sulla tua barba pungente oh Benjamin Franklin…avresti mai saputo inventare quest’oblio?

Triste e appassita.

Amo essere una bambolina.

Con pizzi e merletti, sguardo ceramica da sopra la mensola…..

ti fisso.

Mi spazzoli i capelli please?

Se poi con il tuo pettine ce la fai…sciogli questi nodi caparbi, quelli che mi bloccano lo stomaco e la gola.

Usa i fasci nervosi che trovi lassù e tessi per me un vestito tuttopizzi e vaporoso, un po’di rosso e un po’di grigio…iO canterò per te.

Ti canterò le gesta di eroine senza eroi,

di spadaccini trafitti da aghi e di maghi.

Quelli che dal cilindro estraggono bianconigli,

“No…non sono maghi quelli” mi fai notare

…sono presti_giA_tori.

In un angolo attendo l’ABRACADABRA della fata,

che mi liberi dal drago,

che mi trasformi in d_iO.



domenica 17 ottobre 2010

E vOi che dite??????????????????????

Ora...
prima di procedere con la narrazione delle nostre CRIPTICHEVISIONI,
perchè ci rendiamo conto...assomigliano sempre meno a post i nostri scritti...volevamo.....

COMPITO 1:


Contra lancia la "STAFFETTADELL'AMICIZIA" e ci sembra carina come idea nu?
Quindi....ecco le risposte mie e di Alice....a cui seguiranno i blog a cui la passiamo.....

1) Quando le maestre e le prof, e i parenti chiedevano a noi piccoli
"E TU?COSA VORRESTI FARE DA GRANDE?"
Cosa avete risposto?Cosa avete sognato più e più volte di fare?Quanti mestieri?Quanti sogni?

Uhm iO e Alice abbiamo cambiato idea moOOOlte volte....tra i lavori bè...veterinario, maestra, restauratore, pediatra....

2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli?Con quali giochi vi divertivate?
Con le bambole o a cucinare con terra e sassi il pranzo ideale per i vostri amici o altro?

Cartoni animati non li ricorderemo mai tutti ma i preferitissimi diremo: Belle e Sebastian, Occhi di gatto, E' quasi magia Jonny, Puffi, La stella della Senna, Dartagnan (UAUAUAU MyladY...il fascino degli intrighi settecentoacorte UUAUAUAU), Annette, Pollon, Roger Rabbit, ovviamente...ALice nel paese delle meraviglie.
Giochi...dunque...abbiamo avuto la fortuna nella nostra infanzia di poter stare molto all'aria aperta quindi molti giochi erano puramente inventarsi cose e comunque sììììì cucinare ocn la terra e i sassi, erba e petali.....pattini a rotelle.... i lego, peluches più che bambole...quelle le usavamo, ma le facevamo sempre dormire (UAUAUAUAU premonizioni forse??!!).

3) Qual'è stato il vostro più bel compleanno e perchè?

Il primo è il nostro sesto compleanno dove abbiamo giocato sotto la pioggia nel mio prato e ci siamo tutti superinfangati (per la gioia delle mamme UAUAUAU).
Molti compleanni in realtà non li ricordiamo proprio....O__O°

4) Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Sicuramente essere elette IMPERATRICI.
Pubblicare un romanzo/raccolta di racconti.
Fare un viaggio in medio-oriente, magari passando poi per il Giappone.
Inventare un nuovo tipo di gomma da masticare (UAUAUAUAUA).
Diventare una supereroina per una notte (un incrocio tra Hulk e Cat woman pensavamo).

5) Qual'è stata la vostra prima passione sportiva o non?
Bè...ginnastica artistica e sci come sport.
Altre sicuramente leggere...

6)Quale il primo idolo musicale? (Quello per cui sbavevate, avevate il poster, il cd e tutto il necessario)

Ebbene...vergognandoci e nascondendoci un po'....Spice Girls....bellOOO è????

7) La cosa più bella chiesta (e in caso ricevuta) a Babbonatale o Santa Lucia?
Bè...bè..micio.....un mangiacasette di plastica rosso, casse gialle e microfono, lavagna grande.....

Ora....passo la staffetta ai seguenti blog, se avete voglia di rispondere....è un occasione carina per conoscersi meglio e ricordare un po' di cose passare nu?!
Le domande sono cambiabili però restando in tema "infanzia-adolescenza-passato" e sempre rispettando l'intimità di una persona..Senza mettere in imbarazzo nessuno.
Prendete l'immagine e postatela nel vostro blog quando rispondete!E poi passatela ad altri!

Apprendista Nocchiero
Elle
Fiamma e vortice
Naimablu
Mia Wallace
Vitone
AprilPalahniuk
Contra


Compito 2.


Happy 101....grazie a Suicide Note che ci ha passato il premio....le 10 cose che ci piacciono di più? Premetto che alcune cose non possiamo scriverle direi....quindi tolte quelle...diremo....

1) Musica....sicuramente la musica è importantissimissimissima....colonna sonora della vita nu? dai momenti divertenti a quelli meno.

2) Scrivere...scrivere ci fà per forza di cose immergerci ancora di più in luoghi assurdi.

3) Libri....non credo che servano spiegazioni.

4) Fotografare

5) Nel degrado cerebrale di questa assurda società....diremo lasciare a bocca aperta i benpensanti con i loro concetti e pregiudizi....che sOddiafaziOne....

6) Viaggiare...bello perdersi in nuovi luoghi.

7) Il vento

8) Il bosco

9) Il medio-oriente

10) E tutte...tutte le cose assurde.

La lista dei blog è la stessa anche per questo premio.....a vOi....i "compiti".


Torneremo con i nOstri psico-post a breve....ciaU





















giovedì 7 ottobre 2010

IbiS redIbis




"Sbalordito il diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene, e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose."
Milton


Piove fenolo in cristalli rosa-giallastri.
Osservo l'imprevedibile metereologia della mente.
Riparo quel che rimane del grigiore avvolto in un im_permeabile meningeo con un parapioggia dall'odore subnullo e mi sento micotica e micosa.
Sospinta.
Gli accumuli cristallini creano colline microscopiche sferzate da venti ammoniacali.
A pieni polmoni sospiro brezze disinfettanti.
A pieni polmoni inali.
Disegni nervosamente corsie di autostrade coperte da una coltre di neve,
un asfalto trasparente mi fà scorgere le tue dita nel suolo_sotto.
Vedo deformarsi tetraedi mentre ti domando se tu sei un essere umano o un aspira_polvere.
Brindiamo in calici silicei, sabbia soffiata e riscaldata, deformata.
Sono ingaggiata per uno spettacolo circense, domata dalle tigri e dai leoni, salto ad ogni schiocco di frusta in cerchi infuocati e rabbrividisco al suono del ruggito del mio domatore.
Potrei ammaestrare germi e cambiare numero, lo spettacolo sarebbe elettrizzante, ma invisibile e la delusione sotto il tendone sarebbe enorme.
So(L)di_Sfatti o Rim_Borsati.

Me lo ricordo come un eco in una gotta umida e buia
"Siamo tutti degli esauriti."
Mi dicesti così, poi continuammo a fissare tremanti il tappeto di muschi fluOrescenti, incantati e congelati, attendendo sibillini responsi.
Salperò domani all'alba, sono il ventisettesimo argonauta e te lo prometto, sia anche l'ultima delle cose che faccio, tornerò da te e ti porterò il Vello, sì, quello che tanto desideri.
Lo venderemo al mercato nero per comprare un po' di grammi di NONINTERESSE, da quelle mani nodose del centenario che respira neon con un boccaglio da sUb.

Verserò sicuramente delle lacrime, sulle sponde del fiume Chio, quando all'orizzonte vedrò tramontare le tue dita.




lunedì 27 settembre 2010

Perì-mètron

"L'abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose."
(M. De Montaigne)


Perì-mètron (misura intorno).


Confini.
Non voglio avere nessun confine.
Esistono confini fisici che nn possono essere abbattuti, ma la mente....
La mente può avere l'ambizione di possedere territori illimitati, orizzontali orizzonti e vertici verticali vertiginosi....
senza nessuna linea
senza nessun nome.
La materia grigia vuole scorrere senza alcun impedimento,
formare cascate, fiumi tranquilli, onde impetuose e mari vasti che possano straripare senza alcun preavviso.
Non scorrerà nelle fosse della morale, svincola, abbatte e distrugge.
Non ha etica.
Sono invenzioni e (CON)venzioni.
Ci si aspetta sempre che tutto proceda secondo aspettative artificiali....
sono umanamente umana, ahimè.
Non (AS)secondo aspettative,
non lo voglio più.
Sono come sono, non sono (AS)secondA, sono Prima e TRiNa.
Sono affetta da una malattia cronica e grave,
senza cura,
si chiama PENSIEROCRITICONEIMIEICONFRONTI, conosciuto anche come
- AUTO(B)ANALISI
-INTROSPEZIONE.

Vivere in due mondi implica una serie illimitata di responsabilità e comportamenti.
Responsabilità?
AHHHAHAHAHAHAH eco di risa su scoscesi pendii.
Porte e portoni sono chiusi da lucchetti e chivistelli,
ho trovato un mazzo di casulaità e le userò per entrare in tutte le stanze.
Stanze buie senza luci e stanze abbagliate di colori saturati.




"Sono stanca di questo mondo di apparenze. Maiali che sembrano grassi. Famiglie che sembrano felici. Dammi liberazione. Da quello che sembra generosità. Da quello che sembra amore. Flash."
(C.P.)


mercoledì 22 settembre 2010

iO_NN_SN_NESSUNO_NERORGASMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

"È solo dopo che hai perso tutto [...] che sei libero di fare qualunque cosa. (Tyler Durden, cap. 8)" C.P.


La ripetitività.
La stanchezza e gli occhi che bruciano.
Bruciano rosso fuoco, brucia la stanchezza.
Enormi, tutte le cose sono estremamente enormi o estremamente insignificanti, tutto è comunque estremamente.
Tracciamo con tratti nero seppia ritratti di porzioni di calcio fosfato che ci compongono.
Inesorabile la ricerca di un riposo non auto-indotto.
Molto da fare, molto da pensare.

Tregua.

Tregua.

Assenze giustificoingiustificatescusate.




"Marla è ancora sulla Terra e mi scrive. Un giorno, mi dice, mi riporteranno giù.
E se ci fosse un telefono in Paradiso, chiamerei Marla dal Paradiso e appena mi dice: "Pronto?" non riattaccherei. Direi: "Ciao. Come va? Raccontami tutto tutto".
Ma io non voglio tornare giù. Non ancora.
Perché perché.
Perché di tanto in tanto qualcuno mi porta il mio vassoio con il pasto e le medicine e ha un occhio nero o un gonfiore sulla fronte con tutti i punti e mi dice:
«Sentiamo la sua mancanza, signor Durden».
Oppure passa qualcuno accanto a me spingendo uno spazzolone e sussurra:
«Va tutto secondo i piani».
Sussurra:
«Distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo».
Sussurra:
«Non vediamo l'ora di riaverla con noi.»"


giovedì 16 settembre 2010

Chiamiamola NOia_PAra


Abbraccio piombo.
Pesante, gelido, mortale.
Implodo, respiro a fondo, implodo, respiro a fondo, implodo, respiro a fondo.
Per distruggere delle idee e delle sensazioni ci vuole molto di più che un ordigno carico ed innescato, ci vuole più di un caricatore di pistola, bisogna armarsi in senso lato.


Med_usa urticanti stratagemmi per farsi largo tra i fastidiosi invasori e per catturare prede.
Riuscirei a scansare equivoci se portassi a passeggio una Yersinia al guinzaglio,
poco ospitale un acquario dove a nuotare ci sono solo tra alghe alveolari Mycobacterium.
Sono in un mondo Gram negativo.


Ascolto punk HC.


Non và al condominio di disquisire più di tanto, molte sono le nOie_Pare che lo assillano in questo peri_ODO.
Ci piace giocare e spezzettare parOle...



Tyler Durden è tornato
o forse...non se n'è mai davvero andato.

lunedì 6 settembre 2010

lUoGhi noN cOmuni



Ho una superficie esterna dura, compatta, tendente ad echimosi, tuttavia resistente.
Sembra tutto tra il cristallino e lo spugnoso, all'interno milioni di miliardi di cavità e fluidi che non fanno altro che scorrere, rinnovarsi, inquinarsi.
Parti dal principio.
Usa la tua falange distale e rovista là sopra.
Quando poi l'hai raggiunto, segui il processo uncinato, la percepisci?
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette....
Comprendi la depressione della faccia inferiore del corpo?
Infila il tuo indice nei fori trasversali e spodesta la vascolarizzazione encefalica.
Ora sono ferma ed immobile e non muto nemmeno.
Scendi.
Hai la sinistra libera.
Verso il basso tutto inizia a prendere una forma ed una misura meno minuta e mi raccomando, non avere paura, fai pressione.
Nota ogni piccolo particolare, ad occhi chiusi però, seguilo e arriva ad abbracciare ogni organo, cetacee gabbie.
Ora non contare più fino a sette, arriva a dodici poi fermati e lasciami sospirare un po'.
Alcune emifaccette hanno riso del tuo solleticante tocco, mentre altre si sono incupite ed ingobbite, ti temono, ti temono come i più temono la morte, ti temono perchè potrebbe significare vita e palpitazioni.
Ora lo so che per un po' disquisirai cercando di accordare incisure superiori ed inferiori, potrai allora usare il tuo ioide, usala dai, la tua proverbiale dote oratoria per articolate articolazioni.
Sono.
Non sono.
Costruiscimi delle ali di cera, il sole in paesaggi apocalittici non scioglie, ma fondamentalmente non ci tengo a volare sai?
Non srotolerò il mio intestino per ritrovare la strada nel minossico labirinto, potrei addirittura sedermi in uno di quei piccoli spazi d'erba e attendere il Minotauro.
Avrà pure qualche cosa da dire davanti ad una tazza di buon caffè, mi potrà narrare la sua triste storia, e iO bè...potrò sempre fargli presente che nel futuro un poeta dal naso prorompente lo porrà nuovamente come guardiano, non più di un labirinto, no, certo, ma di un girono, il girone dei violenti, hai il tuo ruolo ed uscire da quel ruolo costa fatica, sudore, costa e basta e nonostante le pene che tu possa patire potrai anche non riuscirci mai.

Sono prigioniera in un un non-luogo per un non-tempo e non posso far altro che vedere violacei bracciali di manette.






Cosa succede?
Succede che non succede e che succede e non succede.
Accade che non accada e riaccada.
Persevero sempre e per sempre in un angolo di minoranza, cercando sempre la minoranza della minoranza.








E questo è quanto.

lunedì 30 agosto 2010

CONDomiNIO sUb bOreale


Tempo di aggiornamenti...sono iO, Alice mi sa che per un po' è svanita...

Polpastrelli battono su tasti che cigolano,
è tempo di rientro, rientro in qualche cosa che non appartiene più.
Bollicine di ossigeno arrivano in superficie,
non c'è riposo,
non c'è sosta,
c'è una mente vuota,
c'è un'animale sepolto.

Indietro si può tornare,
non si arriva al punto in cui si era, se ne raggiunge un altro....
forse è solo l'illusione del pre, mentre si raggiunge un nuovo post.


Viva(?)


Passerò al più presto ad aggiornarmi, ad aggiornare un condominio semiboreale.

mercoledì 11 agosto 2010

INghiottite

iO e Alice siamo nella pancia del pesce...
inGHIOTTite spariremo per un po'.....
necessitiamo di riposo in queste vacanze, svago e quindi....
non preoccupatevi se ci saremo e non ci saremo......scompariremo e riappariremo.


O______________________________________O


Salutiamo cn una domanda che ci assilla da qualche giorno....

"QUANTO INDIETRO SI PUò ED è LECITO TORNARE?"

martedì 3 agosto 2010

Di_stUrbi di tras_PARENZA


Disturbi di trsparenza.
Quando il senso non è altro che olfatto e udito, il gusto assopito e la vista offuscata.
In superfici riflettenti vorrei passare intere nottate ad osservare come funziona il mio interno.
Come funziona?
Vorrei iniettarmi nell'anima dosi massicce di insulina per farle raggiungere un coma ipoglicemico, non voglio, non le voglio le visione zuccherine.
Non voglio credere di avere un anima, sarebbe un fardello troppo pesante da sopportare.
Non c'è nebbia, nè foschia, ma non splende neppure un sole accecante nel violastro cielo che sovrasta paesaggi post.
Tutto è più post che pre.
L'unica cosa pre sono i pre fissi.
Mostramelo dai questo segreto arcano.
Sono una Penelope post-nucleare, intreccio e disfo il mio intestino tenue a ritmo di 30cm, solletico i villi e riparto, ma non c'è analalogia, non attendo un Ulisse qualsiasi
Il "qualsiasi" che se lo divori pure Polifemo,
che si accoppi in lidi e spiagge lontane con ninfe, streghe, sirene o divinità, poco importa a noi, a me e alle mie interiora.
Siamo ammorbate dai particolari, non dai "qualsiasi", abortiamo il qualunquismo.
Posso credere ora di esistere, ed esisto, esisto solo iO, esisto solo iO.
Se lo ripeto troppe volte mi sembra anche vero, ma tutto pullula di futilità, posso fingere solamente di non appartenere ad una razza in via di estinzione o forse già estinta.
Sarò rivestita di ambra e me ne starò ad attendere ipotetici archelogi che discoprano gli arcani misteri di un mondo antico, crederanno di ricostruire il loro presente, scavando nel sottosuolo, mettendo assieme tassello dopo tasselle, ma il mistero non sarà svelato, perchè sarò io riesumata che canterò le gesta di una civiltà non civile.
Tossisco parole tossiche che non sono altro che parte fluida di pleure, il respiro è inchiostro bluastro, non nero, no, solo bluastro, come l' elettricità.
Spemere seppie non fà trascorre più velocemente le giornate.
Sostengo diverse teorie per potervi dimostrare che non sono la Madonna, no, non lo sono, ma sono sacra più di lei,
più della sua presunta verginità,
più delle sue vesti celesti, più e basta.

Erro.
Erro perchè vago.
Erro perchè ho desideri fervidi di errore.
La ragione mi provoca meningei pruriti e vorrei intingere in quel grigiore le mie dita, per poi con gusto, farle penetrare nella mia bocca e succhiarle, desiderosa di quel liquido, farlo digerire e forse, allora, potrò davvero scomporre i pensieri e trasformarli, potrò scartare la porzione nociva che sarà evacuata.
Se tutto il grigio producesse solo feci?
Capirei di essermi nutrita di nulla, solo pensieri di merda, non un'allegorica visione, nessuna figura architettonica grammaticale, solo reale scarto.
Se invece, quel delizioso liquido dolciastro, che mi produce un immenso piacere e al contempo una nausea orgasmica, fosse ricco di....
le idee potrebbero rendermi la metamorfisi stessa.
Voglio essere meno umana possibile.



Vaneggiamenti glomerulari e nonsensi anatomico-restrittivi.

Sono Sottilmente Contorta... perchè....fondamentalmente...TEMO.
Oh, adoro il sottosuolo, odoro il nascosto, divoro l'implicito.



_fOrse un giorno, accenderò una lUce.





"E` giorno, e` notte, non fa differenza
nelle strade a casa, strani pensieri di rivolta
desideri di liberta` cercati in ogni cosa
il tempo passa e nulla cambia,
un messaggio e` lanciato da una minoranza
la maggioranza non comprende
e` stata colmata di regole, conosce gia` il proprio futuro,
e` oppressa ma libera, noncurante della sua ignoranza.
Continuare a scrivere, urlare, agire, lottare,
essere attivi anche se il tempo passa e nulla cambia.
Confusione, disillusione, crisi, ma
non rinunciare mai ad essere contro
la minoranza rimarra` sempre tale
ma la sua mano lancera` sempre pietre
e la sua bocca lancera` sempre urla
contro coloro che causano dolore
nessun bastardo puo` distruggere
un desiderio di liberta` !"

domenica 25 luglio 2010

_DARK INSIDE_

Come fare a dosare l'indosabile?
Come fare ad udire suoni in abissali silenzi?
Che rumore fà il silenzio quando cade per terra e si rompe in milioni di piccoli frammenti?


Se l'anima si lacera qualche cosa può restituire uno splendore ed un'apparenza meno logora?
E' tutto tra il post-punk e la nobiltà settecentesca?

Quanto ingombrano i pensieri?
A che servono i pensieri?
E' davvero così grigio il tempo, anche se splende il sole?


_Dark inside_

Perchè si ha voglia del niente e del tutto e non si riesce a dare un nome, un aggettivo, una qualche cosa al niente e al tutto?
Perchè torturarsi è ormai diventata un'abitudine?
Perchè la quotidianità non sorprende quasi mai?

_Dark inside_

Di che colore sono?
Che sensazioni provo?
Dove vivo?
Sto vivendo?
Perchè scrivo?
Perchè respiro ritmicamente?
Perchè tutto scorre senza che nessun pensiero possa frenare le cascate emotive più o meno impetuose che fanno tuffare il cuore in laghi adrenalinici?


_Dark inside_


Perchè sto facendo unpost pieno di perchè?

Vorremo solo ingabbiare i perchè, lasciarli ammanettati ad un guardrail e andarcene in vacanza.


NO MUSIC
NO PICTURES

ONLY EMPTY
ONLY DARK

martedì 20 luglio 2010

STAR POWER


E' tempo di aggiornare..............

Siamo anatomicamente rapite dall'anatomia.
Scriviamo anche questo post in prosa, non abbiamo avuto tempo ed ispirazione per scrivere un nuovo racconto, nuove storie, parole e parole.
Qui il tempo scorre e noi con lui....ci facciamo trascinare, in questa corrente di secondi, minuti ed ore, senza pensare troppo per non lacrimare.
A volte si arriva alla fine di un libro, uno di quelli che ti incolla a se stesso, nel quale ci vivi davvero, dove incontri peronaggi e vivi sulla tua pelle, nel tuo mondo cerebrale emozioni più reali del reale...poi...inevitabilmente arrivi all'ultima pagina, con la gioia e l'amarezza che solo la parola

FINE


può produrre.

FINE, APPRODO, BUONO, CADUTA, CHIUSA, CIMA, CODA, COMPIMENTO, COMPLETAMENTO, CONCLUSIONE, DIPARTENZA, DIPARTITA, EPILOGO, ESAURIMENTO, ESTREMITà, FINALE, FINALITà, CAPO, CHIUSURA, CESSAZIONE, DIMESSA, DECESSO, DECLINO, SCOMPARSA, DISEGNO, FONDO, MALORA, MORTE, OGGETTO, SCOPO, TOMBA, TRAMONTO, PROPOSITO ARRIVO, AUTUNNO, META, TRAGUARDO, PIANO, ASPIRAZIONE, MIRA, OBIETTIVO, CROLLO, ROVINA, DISTRUZIONE, TERMINE, PROGETTO, RISULTATO, ESITO, RIUSCITA, ESPLETAMENTO, DISSOLUZIONE, INTNDIMENTO, EFFETTO [....]










"Spinning dreams with angel wings
torn blue jeans a foolish grin
burning down in the night
so cool so right
star power star power star power over me
she knows how to make love to me
she knows how to make love
close my eyes and think of you
everything turns black to blue
star power star power star power over me

burning down in the night
supercool it's alright
she knows how to make love to me
she knows how to make love
close my mind when i think of you
everything turns black to blue
star power star power star power over me
"

martedì 13 luglio 2010

O___Premio___O

Ebbene...iO e ALice volevamo ringraziare tantissimissimo chi ha deciso di assegnare questo premio...




Nel "regolamento", per accettare questo premio, è scritto che si devono indicare 15 blog ritenuti meritevoli del "trofeo"
...bè noi non ci riusciamo.
Ci abbiamo riflettuto a lungo..ahimè..non riusciamo a selezionare, non tanto perchè abbiamo timore di turbare la sensibilità di qualchuno, ma perchè ci sono diversi blog che in maniera differente e personale portano importanti testimonianze, contengono racconti interessanti in stili altrettanto interessanti...insomma..ma come si fà....??????????????????????????
Questo fà parte propriamente del carattere condominiale

..INDECISIONE...

(SupeContra....qualche cosa ne sai vero?)....

L'assemblea condominiale non è riuscita ad avere nessun responso unanime....spiacenti, troppo litigiosi e d'altronde nessuno riusciva a smentire le teorie dell'altro perciò...non sappiamo se il nostro premio possa essere comunque "ritirato"....
se così fosse...bè già ha uno spazio nel nostro ampio salone....
in caso contrario...bè...grazie davvero alle persone che ce l'hanno assegnato.....eh..donzelle speciali ^____^.


IO e Alice ci facciamo due passi tra i blog....mhà che strano scrivere in "prosa" UAUAUAUAUA.


Un abbraccione da no__Oi

mercoledì 7 luglio 2010

SenzatitOlo

Qualcosa detta e noi abbiamo scritto...


Ho lo stomaco vuoto.

Seguo con le dita le gocce di pioggia sul vetro, non metto a fuoco il paesaggio là fuori, solo le gocce, solo il vetro, diaframma 3,5f.

Scivoliamo solamente come esseri fluidi, come gocce contro i vetri delle nostre esistenza.

Mi piace sentire i pesci che nuotano nelle mie vene, seguono il flusso, arrivano alle foci dei capillari, alcuni a branchi si dirigono verso gli alveoli, altri vogliono ristagnare nei miei ventricoli, i più deliranti invece raggiungono il mare grigio, schivano come fossero coralli le mie sinapsi e poi, scossi dall’elettricità, si lanciano a capofitto giù per la cascata vertebrale.

E’ una di quelle idee-aborto pensare di annegare dei pesci?

Ho desideri fetali.

Vorrei riprovare quel piacere di crearmi lentamente in un posto caldo e sicuro, utero, oh utero….

Il mio olfatto ancora sottosviluppato non ha memorizzato l’odore delle viscere di mia madre, nove mesi e nessun ricordo conscio, vellutata e morbida la cervice e il collo della mia uterina visione.

Lascio sdraiarsi l’inconscio sulle rive dello Stige, in attesa di un Caronte, che sembra più un clown che un essere mitologico:

- Traghettami nell’Ade, ti pagherò con un obolo, però prima, togliti quel sorrisetto del cazzo dalla faccia.

Emergono boccheggianti da queste acque infernali, con un volto cianotico, i retaggi di una cultura classica.

Mi sta lacerando in sottili fettine la noia morale Nessun principio è rimasto radicato nella mia pesante anima, lassativi per disidratarla e raggi ustionanti, la voglio vuota, la voglio senza princIpi né prIncipi.

Ora mi diverto ad assumere le lastre per accertarmi della mia esistenza.

Nelle mie fiabe le strutture neuroepiteliali che si appoggiano sul dorso molliccio, freddo e umido di un ROSPO generano solo fenomeni allucinatori, diventi consapevole di ogni minima cavità del tuo corpo, senti la corsa precipitosa dei globuli e il fiatone dei neurotrasmettitori che diretti al centro del vomito vogliono svuotarti, voglio saliva su un rospo blu.

Ho bisogno di toccare la realtà, mi accascio sul pavimento gelido e verdognolo di questo bagno.

Non controllo nessuno stimolo, il calore e il bagnato lasciano tracce non solo nelle mutandine, sono ancora in vita e mi disidrato lentamente.

Sono, un’ombra, una sensazione piacevole o tagliente, sono la macchia di sangue della verginità che ha tinto le lenzuola bianche nella calura di un’estate ormai troppo lontana.

Mi nutro di occhi che non riesco a guardare mai per un tempo troppo lungo, temo di essere scoperta e rimanere nuda, verme in un Eden suburbano, un serpente, una mela, Eva ed un esilio.

Racconta qualche cosa alla mia colonna, raccontala con le dita, con l’indice, lentamente e scandendo bene ogni parola.

Vorrei sussurrartelo piano, ma non oso chiedertelo:

  • Vuoi vedere le mie interiora?

Le guardo da sola, che spettacolo, sollecita la mia commozione salata

La codardia può essere il tuo miglior pregio se tu sei me.

Provo dei brividi a pensare a quei segni rossi sul mio liscio sedere di neonato e alla urla nel espirare la prima volta l’ossigeno, poi borotalco.

Tendo all’infinito.

Ceniamo con una serie di proverbi e frasi, citazioni e suoni, quelli che non significano nulla e che ti porti dentro, non puoi ignorare il nonsenso di ciò, quindi semiotica, semantica, sinonimi, contrari, dai, forza, arrampicati su questa superficie liscia e daglielo tu un significato, dammi un senso.

Girati e conta fino a centotré, io mi nascondo dietro le mie parole e mi rannicchio sotto i silenzi, se vuoi, poi…… cercami, sezionami per un istante con il tuo bisturi.

Insegnami il tuo niente che io ti insegno il mio.

[potrebbe essere finito]



Sempre iO e Alice




giovedì 1 luglio 2010

Polvere Nera


POLVERE NERA.

Sono sdraiata per terra e sento il terreno umido a contatto con la mia pelle bianca.

Con i suoi passi nervosi una formica conta le vertebre della mia rachide, trentatré, trentaquattro, dentro un midollo di ricordi scorre fino al polo Nord del mio essere.

Dica trentatré, espiri. Dica trentatré, inspiri”.

Ho un’atonia che mi impedisce di rialzarmi, sono stordita dal dolore lancinante che mi trapassa e non odo nessun suono, dopo il frastuono solo fischi e nulla ed un sole, o forse due, tristi, pallidi, infilati in un cappotto di grigie nubi, per difendersi dall’aria che pizzica: è ottobre.

E’ stato un temporale di polvere nera, deflagrazioni supersoniche, un lampo e un tuono.

La mia guancia è fango, gli occhi incrostati sono volti ad annusare le impronte di stivali pesanti e morte.

Vedo il passato, vedo un 29 gennaio gelido, ma mai come lo sarebbe stato nello scoprire il tuo volto bluastro, il tuo corpo inerme e la tua espressione rilassata.

Me la sono presa con il nemico, con le armi, con la guerra, con dio, con me stessa, con la morte e con te, perché mi hai lasciato qui, sola, senza salutarmi, senza darmi un bacio, senza una carezza, senza sussurrarmi all’orecchio con la tua voce calma e rassicurante “Addio, mon amour”.

Sei partito per sempre da solo, senza valigie e senza di me.

Non so se sono svenuta, se sono tornata davvero indietro nel tempo, sento le tue dita lunghe che mi accarezzano il ventre e le tue labbra calde che mi disegnano aureole sulla fronte, galleggio fluidamente nel tuo sguardo, forse era allora che la morte per la prima volta ci aveva osservati invidiosa.

Non c’è un giudeo in croce, ma c’è filo spinato arrugginito in lontananza e tutto inizia ad appannarsi, come i vetri al calore della stufa...mi manca quel calore.

Una brutta sensazione mi pervade e di riflesso mi accascio da supina sul lato destro del mio corpo, appoggiando le labbra alla fredda e denutrita terra, così intrisa di sangue da essere ormai infeconda.

Lascio defluire l’eccesso di saliva che mi riempie la bocca, sento delle lacrime uscire dagli occhi ad ogni conato e il diaframma contorcendosi crea spasmi, cerco un sinonimo per descrivere a me stessa il dolore, nel frattempo vomito bile.

La mia veste è intrisa della rugiada vermiglia che mi scorre nelle vene, mi permette di vivere, ora fuoriesce copiosa da un foro che pulsa ad ogni pensiero e che interrompe ricordi e respiri, sempre più frequentemente.

Brucia.

I soli si spostano piano in questo mattino di ottobrina agonia, vogliono raggiungere il centro del cielo prima dei dodici rintocchi.

Sento.

Non sento.

Riesco a torcere il braccio e strappare un lembo di camicetta per fasciarmi la spalla ferita, vorrei lasciarmi morire, ma non ci riesco.

Sono stanca sai?

Sono sanca, stremata, sfatta, distrutta.

Sono oppressa da questa situazione surreale, il suono delle campane non scandisce più il tempo: solo la morte.

Sono lunghi ed elettrici i silenzi, è palpabile la tensione e la paura ad ogni temporale di zolfo.

Chi sarà il prossimo?

Mi hanno ammaestrata a pregare con le mani giunte e le ginocchia a terra, ad invocare la pietà dei santi, della Vergine Maria e del Cristo in Croce, nessun Dio ci salverà, nessun Dio riuscirà a ristabilire l’umanità di noialtri esseri inumani, è solo la speranze quella che anima le mani nodose delle vecchie inginocchiate a snocciolare grani di rosari, non certo la fede, chi ha più fede?

E’ solo abitudine e speranza.

Vorrei gridare ora mentre con i denti stringo il brandello di stoffa bianca attorno ala ferita pulsante, rimane soffocata la voce, ho ancora una voce?

Vomito.

L’acido mi brucia la gola, mi distrae per piccoli attimi, poi la vita si offusca di nuovo.

Sto iniziando a camminare verso di te, lo sento, perché ho freddo, perché sono in un bagno di sangue, sudore e lacrime.

Morirò qui, sotto i castagni che si tolgono la loro veste ingiallita al suono del vento autunnale.

Non esiste una rivoluzione fatta solo a parole.

Serve sangue, serve azione, serve polvere nera, serve il fucile, servono gli sguardi vitrei, servono le fosse piene di corpi, servono lacrime, servono generazioni di orfani e vedove. Serve tutto questo davvero?

Hai perso la vita ancora prima di averne una tua veramente, io ho perso te, poi ho perso me, ti ho sepolto in una cassa lignea.

Non ho versato lacrime, perché era il 29 gennaio, perché era freddo, sotto zero e i miei occhi erano ghiacciati, il mio cuore immobile sotto formalina.

Da quanto sono sdraiata qui? Non lo so.

La luce aumenta, ma nonostante ciò scorgo spazi di mondo sempre più limitati, vago tra passato e presente, immaginando un futuro che non avrò mai.

Mi distrae un'ombra, un suono, passi corrono e mi si avvicinano, non ho la vista limpida, solo sagome sfuocate.

Sagome in divisa.

Suoni ovattati.

Parlano e non capisco.

Sono loro.

Uno si accuccia e mi fissa negli occhi:

-Stirb! Verrater!- E mi sputa in faccia.

Non so che significhi quella frase, nulla di dolce, niente possa consolare un agonizzante, niente che mi faccia sentire meno sola con la morte.

Si alza e imbraccia il fucile.

Punta.

Non ho paura, il mio respiro è tranquillo.

Mira.

Non riesco a distogliere lo sguardo dall'arma lucida e corvina.



Fuoco.








Speriamo vi piaccia questo racconto, grazie comunque a tutti voi che leggete....non ve lo diciamo mai...ma grazie ^___^

lunedì 28 giugno 2010

CREEP


Un giorno qualcuno si risveglierà,
troverà paesaggi desolati,
non ci sarà verde, rosa, blu....
Dominerà il grigio, l'arsura, il nulla.
Spine e polvere,
dolorose religioni sepolte dopo millenni di imperituri poteri.
Non oro, non argeno, non rame,
strati sottili di depositi atomici.
Niente apocalisse, scenari vuoti e silenzi mortali
tagliati dalle lame di corde vocali pizzicate dalle dita di un primordiale dolore che non si rispecchia in nessun vetro.
Nessun riflesso.
Informità progressiva e trasmissibile.
URANIO.
PLUTONIO.
ATTINOIDI MINORI ---- nettunio, americio, curio.

Bugiarda Cassandra, non sarai creduta.






But I'm a creep, I'm a weirdo,
What the hell am I doing here?
I don't belong here.
I don't belong here





giovedì 17 giugno 2010

Corri a casa che Sandy ti aspetta.

Eccoci...postiamo un nuovo racconto, basta yogurt, il contest è terminato e così ora il condominio ha deciso di ritornare alla sua vena di libertà creativa...spero gradiate.



Corri a casa che Sandy ti aspetta.

"L'unica frontiera che ci rimane è il mondo dell'intangibile. Tutto il resto è cucito troppo stretto". Ingabbiato da troppe leggi. Per intangibile la Mamma intendeva Internet, i film, la musica, le storie, l'arte, le voci che corrono, i programmi per computer, tutto ciò che non è reale. Le realtà virtuali. Le simulazioni. La cultura. L'irreale è più potente del reale. Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione." (C. Pahalaniuk)

"Corri a casa, Sandy ti aspetta. Dai su, cerca di correre più veloce. "
Fissa il panorama che se ne và a 50Km/h, attraverso i vetri di quel sarcofago arancione, J. sguardo di plastica.
Poteva anche chiamarsi Debby o Angie, ma oggi no, oggi era sicuramente, senza nessun dubbio ed indecisione Sandy.
Sandy ha la carnagione rosea e liscia, come un maialino, ha degli occhi profondi e impenetrabili e le labbra rosse e carnose.
I suoi capelli sono color del fieno, sempre acconciati alla stessa maniera, sempre della stessa lunghezza, un rigoroso ordine che stona con il caos della sua stanza.
Non ha nessuna imperfezione, non parla mai a sproposito, non lo sveglia mentre dorme, non gli manda sms, né tanto meno compone il suo numero per telefonargli, né a casa, né in ufficio.
Niente.
Non prosciuga la sua Mastercard in shopping selvaggio, non gli chiede regali, non pretende che si ricordi la sua data di nascita, non lo rimprovera se passa con le scarpe infangate sul pavimento pulito.
Però….però quando la vuole...lei c'è.
A suo modo, bé, diciamolo pure... lui l'ama.
Lei rimane sempre estasiata vicino a J. ad ascoltare i suoi vaneggiamenti filosofici, senza interrompere o ribattere, pende dalle sue labbra e lui dipendo dalle sue.

E’ una strana storia questa, è la storia di J. e del suo amore per le donne.
La storia di J., l’uomo della fabbrica di plastica, quell’omone che potrebbe girare con la Ferrari, ma si accalca nelle metro affollate all’ora di punta, J. dalla stazza imponente e i pantaloni stirati con la piega, J. con le scarpe vecchie, J. che si rade e si spalma strati di crema da 100 dollari a flacone ogni 3 ore nella sua toilette personale da dirigente, perché la vecchiaia lo spaventa e lo turba.
Indirettamente è anche la storia di Sandy, la sua fredda e bollente passione.

Ricomponetevi e mettetevi scomodi.

J. oggi si sente diverso dal solito è molto impaziente e continua, come se avesse un tic, a rivolgere il suo sguardo verso le lancette, il tempo sembra non trascorrere mai, il viaggio? Troppo lungo.
Pensa a cosa le avrebbe detto, al come, alla scelta del momento giusto, perché….gliene deve parlare, non vuole più tenersi dentro quel sentimento …sente una strana ansia invadergli lo stomaco, sfarfallio, possiamo anche nominarlo.
Si torce le dita sudaticce e pallide, sente scarseggiare l’ossigeno, come se qualche cosa impedisse al gas vitale di raggiungere gli alveoli e deliziarli, che sia questo sentimento?
Una fermata, un’altra, un’altra ancora, un conto alla rovescia….
Avrebbe poi dovuto fare qualche cosa di speciale J., non può certo limitarsi ad un semplice discorsetto.
Si sente paonazzo all’idea di questa nuova svolta, già ha la salivazione azzerata, disagi iosciaminici, gli occhi sono lucidi per l’emozione, il suo cuore pompa troppo sangue in troppo poco tempo e in vasi sono incrostati dal colesterolo dei suoi pranzi made in fast food, rischio infarto 70%.

“Respira con il naso. Espira dalla bocca. Respira con il naso. Espira dalla bocca”.
Cerca di calmarsi seguendo le linee guida delle lezioni prova di yoga che aveva frequentato, ma
la sua concentrazione si trova a livello ombelicale di Sandy e ciò non lo aiuta a compiere con il dovuto rigore gli esercizi: ad ogni inspira-espira lembi di Sandy gli entrano nelle narici.
Ad un tratto una piccola fiamma rosso fuoco si accende in lui, non è una vampata di passione, ma una sorta di banale romanticismo.
Probabilmente stralci di trame e commedie hanno penetrato così intensamente il suo subconscio da renderlo quasi certo si tratti di una sua aspirazione, ora si stanno ribellando ed emergono allo stato conscio, sono scultori con la creta che plasmano gelatinosamente le sue azioni.
Quindi eccolo, impettito e finalmente con il sorriso
“Un mazzo di rose rosse”
“Quante ne vuole signore?”
Riflette un po’, non ha idea di quante rose debba contenere un mazzo.
Vedendo J. in difficoltà il fioraio gli propone un mazzo di un centinaio di rose perché sicuramente così….la sua signora avrebbe apprezzato.
J. e il suo animo allocco abboccano senza il benché minimo dubbio che questa sia un esagerazione, il denaro non è un problema ed in fondo…bé…non ha mai regalato nulla a Sandy.
Passa anche in gioielleria, perché ogni richiesta che si rispetti, necessita di essere suggellata da un brillante indorato e lascio a voi immaginare, visto cosa poco fa è accaduto dal fioraio, quello che può essere avvenuto dall’orefice.
In ogni caso riesce ad uscirne e finalmente é diretto da lei.
“Corri a casa, Sandy ti aspetta”.
Affretta il passo, ansima, si asciugando il sudore dalla madida fronte con il suo fazzoletto bianco iniziali a lato ricamate da sarte sapienti.
Era abbastanza goffo ed impacciato con quel grosso mazzo di rose in mano, il calore del sole le stava afflosciando un po’.
Le presenze femminili che gli passano accanto invidiano Sandy, senza conoscerla, pensano a quanto sia dolce quell’uomo, con quel enorme mazzo di rose, e immaginano che reazione avrebbero avuto loro al posto di lei…certe fortune capitano sempre agli altri si dice no?
Ci siamo, ora è davanti all’uscio, mette le chiavi nella toppa e gira in senso antiorario. La porta si apre.
“Sono tornato Sandy”
Nessuna risposta, come al solito.
Posa le chiavi sul mobile e decide, con un estro che non gli appartiene affatto, di fare qualche cosa di veramente speciale.
Prende una serie di candele dalla dispensa, quelle della scorta “se per caso venisse un black out”, sale al piano superiore e le posiziona meticoloso in svariati punti della camera da letto…..accendendole amorevolmente una ad una, quindi abbassa le persiane per creare un’atmosfera…intima?
Poi torna di sotto, prende le rose e risale ai piani alti. Ne estrae alcune dal mazzo e cosparge con i petali le lenzuola di seta nere, quindi posa alcuni fiori qua e là per la stanza, un po’ come fossero candele, ma sta volta, senza accenderle.
Quasi tutto è pronto.
Il brillante batte nel pacchetto posizionato a livello del suo cuore, tasca interna.
Ha un gran mal di testa ora, quello della tensione…..se dice di no?

Non può attendere oltre.

Bussa alla porta accanto, Sandy non risponde, ma è normale che sia così, quindi spinge la maniglia verso il basso e apre la porta, entrando con un sorriso da beone.
Paonazzo come non mai la prende per mano e la porta nella sua stanza, lei sembra stupita, ha sempre un certo stupore dipinto sul volto.
La prende in braccio e la posa delicatamente sul letto.
Le si accosta e le passa una mano tra i biondi capelli sorridendogli imbarazzato e inizia…
“Beh…ecco…io..insomma….ti volevo fare una sorpresa e….vorrei chiederti” la voce gli muore in gola e rantola un po’, ma continua “ vorrei dirti che per me tu sei una donna speciale Sandy e mi sono innamorato follemente di te, per questo ti chiedo….” così dicendo si fruga nella taschina ed estrae il pacchetto “vuoi diventare mia moglie?”
Sandy esterefatta.
Sandy immobile.
Sandy ha un anello al dito, ma rimane in silenzio.
J. bacia Sandy e lei pare a suo modo ricambiare.
J. slaccia la camicetta a Sandy, con le sue dita tozze e impazienti, sentendo il suo profumo da bubble gum che gli pervade le narici lo annusa fino a che la sua capienza polmonare glielo permette.
Tutto è tremendamente perfetto. Perfetto.
La passione cresce esponenzialmente seguendo la lancetta dei secondi.
Un impeto che non si arresta.
J. è immerso nel corpo da favola di Sandy, è catapultato nel suo universo segreto.
Fanno l'amore Sandy e J. Nell'arancione che riempie la stanza satura dell'essenza di rose e dell'odore dei loro corpi.
Rimangono poi distesi sui petali ormai avvizziti, J. è stanco, ma sereno...oserei dire troppo.
Sandy sempre senza parole a riempirle la bocca.
Lui le sussurra all'orecchio dolci frasi, poi si alza e la prende nuovamente per mano:
è nuda e splendida, morbida e profumata.
Il trillo del suo cellulare lo distrae, distrazioni che si possono purtroppo spesso definire fatali.
Risponde e così facendo lascia la mano di Sandy..
Sandy scivola.
Sandy cade.
Sandy cade sulle rose.
Le spine le graffiano la schiena.
J. non riesce a credere a ciò che vede, là voce dall'altra parte della cornetta perde ogni valore, non comprende più neppure il significato delle parole, con occhi salati vede lacerarsi il suo sogno d'amore.
Il futuro può essere terribile ancora prima di giungere in alcuni casi...questo è uno di quelli.
J. accasciato.
J. chiama Sandy vedendola avvizirsi e perdere la sua tridimensionalità.
Lei rimane con la sua espressione di stupore sul viso, sempre silente.
“Sandy, amore mio....” singhiozza J.
Il suo sogno d'amore distrutto per una spina capricciosa, “non ti dovevo regalare nulla, eri felice lo stesso....”.
Si spegne il sole su Las Vegas.
Si spegne il sole su un amore di plastica.
Si spegne il sole sulla sua bambola.



Massacrateci pure please...................

lunedì 7 giugno 2010

Play Reset Please






E' acerbo il sapore del grigio,
le papille gustative mandano impulsi nocivi alla materia fluida.
Galleggiano i neuroni affogati, pochi superstiti lottano per raggiungere a bracciate iceberg di materia intatta ed aggrapparsi, per poter riprendere fiato.
Non ci sono salvagenti, no, non sono sufficienti per tutti.
Solo per alcuni.
iO non sono alcuni.
Sopravvivere non basta a volte.
Contrai il diaframma e spara a mille vortici di grigiore nei polmoni.

Panorami interiori devastati da nucleari esplosioni, ricordo Hiroshima
ore 8:16...Little boy.


Per un'ora da ricordare, ce ne sono altre milioni da dimenticare.
"L'anima registra sempre il peggio".


SBAGLIOSEMPRECANDEGGIOSBAGLIOSEMPRECANDEGGIOSBAGLIOSEMPRECANDEGGIO.

Niete racconto per questa settimana.



E' tutta una fottutissima questione.....


"Up up up and down
Turn turn turnaround
Round round roundabout
And over again
Gun gun son of a gun
You are the only one
That makes any difference
What I say "










di mira.



"The sun shines in the bedroom
When we play
The raining always starts
When you go away " K.D.C.



PLAY PLEASE







Già, già, già.

mercoledì 2 giugno 2010

PARADISI GRIGI


Si...siamo ritardatari ed incostanti in questo condominio....
ci assentiamo e torniamo.

Vorrei essere solo un po'...meglio.


Vi lascio in compagnia del racconto derivante dall'incipit 6.... vi posso anche annunciare che nn è stato considerato UAUAUAUAUAuAUA...bè spero che vi piaccia, in ogni caso ci aggradano anche le critiche.
PARADISI GRIGI

Mi dico che è il momento giusto e devo sbrigarmi.Certo, sarebbe più facile se ci fosse un foglio di carta:prenderei la penna e le parole non rimarrebbero incastrate in una vena del cervello o nella gola;scenderebbero fino alla mano, sporcherebbero il foglio, ci resterebbero attaccatecon tutto quello che si portano dietro. E’ il potere della pagina bianca, credo. Ti risucchia e ti libera: è la tua possibilità di buttarti da un’altra parte.
“Allora?” mi chiede il mio editore, accendendosi una sigaretta.


[fine incipit]

Ho le mani gelide e abbraccio con stalattitiche lunghe dita meine rote Tasse Kaffee, annegando il mio sguardo color stagno nella marrone brodaglia.Maledizione,” impreco a denti stretti “ho dimenticato il taccuino...” me lo immagino là, boccheggiante, sopra l'acquario pieno di pesci, forse troppi.Tengo ancora tra le pagine il biglietto da visita della casa editrice, lo avevo trovato in uno dei libri usati che, una domenica, avevo acquistato al mercatino di Mauerpark. Il logo mi affascinò subito, mi spronai a terminare la prima bozza e chiamare quel numero a cui, secondo il logoro rettangolino, avrebbe risposto Axel. Sorrido, totalmente assente, ho trascorso le ultime serate a bere malinconia con i ricordi come unici compagni di sbronze.

Axel si alza in silenzio, si dirige alla finestra e aspira la sua dose di veleno “sono sempre troppo comprensivo con lei” e mentre pensa ciò si volta in cerca della sua figura fluttuante, espirando il fumo lentamente. La prima volta che la vidi entrò trafelata, in vestiti troppo larghi per lei, io ero immerso nel mio design berlinese, lei che attendeva un mio “Ja” o “Nein”, era un Alice spaventata, ma battezzata Anja. Mi piaceva il suo stile poco europeo, lei di fronte a me, in carne ed ossa, era precisamente come me l'ero immaginata leggendola, sfuggente e fluida, con tratti bidimensionali.

L’ufficio è spigoloso e geometrico, alla parete spicca “La madonna” di Munch, una delle poche immagini che lo abbiano fatto innamorare, un mix di verginale eccitazione, ampie vetrate lo affacciano su Berlino, Berlin che cambia in una costante kafkiana metamorfosi. Aleggia uno smog, quello della sua nicotinica passione, che ha ingiallito le copie di manoscritti accatastate in pile ordinate a formare un labirintico sentiero verso il suo trono. Squilla il telefono che mi riporta alla realtà, emergo annaspando dai suoi occhi e apro la bocca per prendere un profondo respiro, afferro la cornetta:

JA, Axel” .

La segretaria mi annuncia un cambio di programma, riunione annullata.

Meglio così” penso.“Hai dimenticato il taccuino, quindi?”

Ehm sì” risponde Anja abbassando lo sguardo.

Un flashback la catapulta all'indietro, con le mani sporche di Vinavil per fare quelle piccole palline appiccicose, la prof. che le chiede di tradurre un brano di Tacito e Anja che risponde di aver dimenticato il quaderno a casa....

Era incostante, avrebbe potuto fare di più, ma qualche ombra ogni tanto le passava vicino e la rapiva portandola in un luogo in cui io non avevo nessun accesso. Muoveva poco le labbra, i suoi personaggi evadevano dalla sua carceriera materia grigia popolando paesaggi di cartone. Mi avvicino e le porgo tre fogli bianchi, tamburella nervosamente l’indice ed il medio sullo smalto rosso della tazza ormai vuota. Quando fa così, so che ha il bisogno di scrivere. “Deve scrivere meine kleine Massen, la mia piccola folle”penso. Mi avvicino a lei:

““Asciugati, ti esce inchiostro dal naso” , le porgo due fogli.

Sembra sempre che tu mi capisca. Ma....”

Ma?...”

Niente.”

Mi alzo diretta verso la poltrona di pelle nera che sta vicino a quello che un tempo era una felce, niente pollice verde per Axel. Gli volto le spalle.

Anja non ci pensare,” mi ripeto in un monologo interiore ”sono solo cazzate. Cazzate. Siediti ed esplodi.”

Scrivo.

Blu biro, fluido, Axel chiude gli occhi e vede cancellature e curiosità di un “ma”, rimasto su un filo, un equilibrista che soffre di vertigini sospeso su di un immenso vuoto. Guarda la Madonna e sprofonda nella sedia, chiude gli occhi, non deve fissarla, si assopisce. Fuori piove. Dalla vetrata dell'ufficio, al di sopra della testa ciondolante di Axel appisolato, tra i suoi capelli scompigliati, ultime gocce d’inchiostro blu piovono su Berlino, su Alexanderplatz con la sua Lichtarchitektur, sulla cupola blu rosea, Guten Nacht Postamerplatz. Termino di scrivere. Axel dorme e io mi avvicino. Vorrei svegliarlo, no, anzi,vorrei entrare nelle sue vene, essere nella sua corrente circolatoria, con i battiti a mille e sentirmi viva, risucchiata nel suo ventricolo, scivolare fuori dalla sua vena cava superiore, alleggerirmi dall'anidride appiccicosa e arrivargli dritta in testa, fulminea, scossa dalle sue sinapsi per poi cadere esanime, tramortita dai sospiri.

Allungo il braccio per sfiorare il suo profilo, ma mi blocco.

Un monolgo inizia in me:

Anja trattieni il fiato che il frastuono del tuo respiro delay potrebbe assordare, trattieniti e non tossire, voltati, non ci pensare, Anja rimani nella tua prigione. Anja ricordati il dolore, non ti fidare. Anja soffoca. Soffoca. Ingoia carta e produci. Consuma penne, logorati lo stomaco, rimani in catalessi per ore e scrivi, scrivi. Tu sei l'osservatore non il personaggio. L’osservatore.”

Mi volto, devo fuggire da questo paradiso grigio, graues Paradies, seguo il sentiero di bozze e manoscritti per trovare l'uscita.

Esito.

Torno indietro e con la biro blu scrivo su un foglio a chiare lettere “Leccami tutta”.

Poso l'appunto sulla scrivania e questa volta me ne vado sul serio.

C'è l'aria fresca del post-pioggia in strada, prendo le U-bahn, rosso, verde, marrone, mi pento e non mi pento a fermate alterne.

Der Ausgang ist links”, l’uscita è a sinistra e scendo dal mezzo suburbano semi vuoto: stranamente non sono avvolta dalle mie paraffiniche visioni.

Arrivo a casa.

Mi faccio la doccia, mi siedo sul divano con in mano il mio taccuino e lo aspetto.









vivo tra la luna e il sole....

essere solo un po' meglio.